• Panecotto
  • Cialledda Piatto Matera Basilicata

CUCINA È INTEGRAZIONE

la Basilicata dell’integrazione a tavola, con lo chef Valicenti

Un non ristorante, un ristorante diffuso, o un ristorante grande quanto tutta la Basilicata: sono diverse le definizioni che si potrebbero trovare per la nuova idea di ristorazione che alcuni ragazzi migranti, orami lucani, stanno costruendo con l’archeo chef Federico Valicenti e la cooperativa sociale il Sicomoro.

Il Ristorante dei colori nasce infatti da un laboratorio di cucina nell’ambito dei progetti SPRAR dei comuni di Matera e Grottole, gestiti dal Sicomoro. 10 ospiti dei due progetti di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati dei due comuni lucani, hanno accettato di raccontare e condividere con lo chef Valicenti alcune delle loro ricette, preparazioni e ricordi che rischiavano di essere perduti insieme ai tanti di una vita che non è più, lasciata a migliaia di chilometri di distanza.

  • Panecotto Area Degustazione Vista Posteriore

Ancora una volta la “cibosofia”, neologismo ideato da Valicenti per indicare il racconto dei territori attraverso il cibo, ha offerto la chiave per reinterpretare quei ricordi traducendoli in racconto, il racconto del cibo che cammina, da sempre nella Storia.

Nel corso del laboratorio i migranti hanno così dapprima realizzato i loro piatti della memoria, legati alle loro terre e alle loro famiglie. A partire da quelli hanno poi rintracciato affinità, legami e fusioni tra i loro piatti della memoria e i piatti della tradizione lucana.

La cibosofia è il racconto del territorio attraverso il cibo

  • interni panecotto

Un laboratorio di integrazione e cucina

Il menu è stato presentato per la prima volta a istituzioni e stampa a Panecotto Ethical Bistrot, nei Sassi di Matera. Un uovo sbagliato con banane alla ghanese presentato da Alì; il fantastico riso afgano di Rohullah, che ruba un ingrediente simbolo della Rabatana di Tursi per farcirlo con i sapori di Kabul. Dove ancora vivono sua moglie e i suoi tre figli. Mentre Zaher, siriano ingegnere petrolifero, ha presentato A’ pettola Arbereshe, col falafel arabo per arrivare. Fino a U’ Pastizz Halal, presentato da Kante, mamma Guineana, arrivata in italia per assistere il figlio Youssouf, morto il 21 marzo 2018 nell’ospedale di Matera. E infine il Piccillato Nigeriano, con la fantastica frolla preparata da Blessing, nigeriana, arrivata in Italia inseguendo promesse impossibili e trovando la schiavitù.

Da quelle storie, da quei racconti, dall’incontro con i gusti della Basilicata è nato il Menu dei Colori: un menu che tiene dentro il volto eterno della Basilicata, da sempre terra di incontro e mescolanza di culture, profumi e colori. Nel Menu dei colori c’è infatti il racconto di una Basilicata che da sempre ha saputo confrontarsi con le ricchezze e le difficoltà portate da chi arriva “straniero”.

“Il cibo viaggia, emigra, più delle persone, contamina terrotori e culture. La tavola è il luogo della politica, del bene comune”

Federico Valicnti, inventore della cibosofia

Un menu senza ristorante, un popolo senza terra

Il menu, i protagonisti di quest’avventura e le loro storie stanno ora girando per la Basilica, in occasione di eventi e presentazioni. Un ristorante itinerante che crede che la cucina possa essere strumento di narrazione e integrazione, testimonianza diretta di identità e radici continuamente rimescolate dalla Storia. E può raccontare il presente, oltre qualsiasi ideologia, facendo incontrare gli sguardi.

La presentazione del menu dei colori

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