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MATA

La versa storia di Matera in un museo speciale

Con la cooperativa sociale MEST apre per la prima volta al pubblico il museo diocesano MATA, grazie alla ferma volontà di mons. Antonio Giuseppe Caiazzo.

Il MATA sorge nel cuore della città medievale; Matera si struttura come città, in senso di centro abitato organizzato nelle sue varie istituzioni, proprio in questo periodo: questa è l’area dove la città è stata fondata. E qui ha inizio il viaggio nella Storia e nell’identità culturale della città di Matera e dell’Arcidiocesi, per arrivare fino ad oggi, attraverso storie, testimonianze e persone che nel Museo finalmente si mettono in mostra. Le tracce di una città che per molti anni è stata al centro di una complessa rete che la collegava alle più importanti capitali europee. Una storia fatta di eccellenze e primazie, lotte di potere e anticipazioni culturali che avrebbero poi contaminato l’intero Meridione, fino a lambire con le sue intuizioni e le sue storie il continente europeo.

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Arrivati a Matera tutti – ma proprio tutti, agenzie, giornali e addirittura alcune guide – vi faranno bastare la solita storiella della civiltà contadina, della vergogna e del riscatto. Non ci cascate, almeno voi: Matera non è nata 60 anni fa!

La Storia di una delle città più antiche al mondo, non si può schiacciare ai suoi ultimi anni di storia. Solo perché commercialmente lo storytelling della città brutto anatroccolo vende di più. E’ tutto vero, non c’è dubbio, Matera nei suoi anni più recenti è stata la città “vergogna d’Italia” (Togliatti) e “infamia nazionale” (De Gasperi). La città raccontata da Carlo Levi, in cui bestie e persone vivevano insieme. Ma non accontentatevi: al MATA potete scoprire una storia diversa.

Matera non è nata 60 anni fa, non accontentavi dello storytelling

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La chiesa rupestre di Sant’Eustachio

La struttura che ospita il museo diocesano MATA copre l’area che era occupata dall’abbazia benedettina di Sant’Eustachio. Al centro di questa abbazia c’era una chiesa completata nel 1084, di cui non sopravvive nulla tranne il soccorpo (cripta), cioè la parte al di sotto dell’altare maggiore. Si tratta della più antica chiesa rupestre nel perimetro urbano, oggi accessibile proprio dal Museo Diocesano. Nel ‘400 i canonici presero la memoria dell’abbazia di S. Eustachio e intorno a questo santo crearono l’identità della città dal punto di vista culturale.
All’epoca l’Italia Meridionale e Matera erano a ridosso di due realtà, poiché rientravano un po’ nel polo di attrazione bizantino, un po’ in quello latino; questa occupazione è testimoniata nel museo dal Corale della cattedrale, con tutte le vicende della vita di S. Eustachio e alcune reliquie e reliquiari anche del figlio, S. Agapito. (S.Eustachio &Soci: denominazione latina della famiglia di S. Eustachio, che è tutta protettrice della città).

C’è un luogo a Matera dove la Storia della Città ha avuto inizio e ora si racconta a materani e turisti. Venite in pochi, non è grandissimo. Arrivati nella bellissima piazza duomo, concedetevi un ultimo sguardo alla magnifica facciata della Cattedrale, lasciate alle vostre spalle la balconata che dà sul Sasso Barisano e seguite la vecchia indicazione “Cinema”, sulla sinistra. In effetti col cinema non ha niente a che vedere, ma gli effetti speciali sono garantiti.

“Non una “parata” di manufatti sacri o di natura ecclesiastica, dunque, quanto una esposizione storicamente e teologicamente spiegabile e liturgicamente giustificabile ed intellegibile”

Annunziata Bozza

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